23.09 - 28.10.2017

a cura di/curated by Ilaria Bignotti.

 

Marignana Arte, Venezia

In concomitanza con l’opening della prima mostra personale di Verónica Vázquez in una galleria italiana, Marignana Arte inaugura la Project Room con Between us, esposizione dedicata alla ricerca di Laura Renna. In dialogo con Verónica Vázquez, l’opera di Renna indaga le potenzialità del gesto e del materiale, in un fare e disfare di raffinata eleganza e meticolosa levità che da un medium all’altro scorre e si sofferma, senza mai cadere nel vizio della forma.

In conjunction with the opening of the first solo show by Verónica Vázquez in an Italian gallery, Marignana Arte opens the Project Room with Between us, a special exhibition dedicated to Laura Renna‘s research. In dialogue with Verónica Vázquez, Renna’s work investigates the potentials of gesture and material, in making and discharging with refined elegance and meticulous lightness that flow from one medium to the other without ever falling into the vice of form.

 

Stampa/Press:

Musecontemporanee October 2017

Photos: Marignana Arte Archive.

 

Testo di Ilaria Bignotti

Il titolo del progetto, Between us, non solo descrive il processo creativo di Laura Renna, ma in primo luogo contiene il senso di una Project Room: affidare a un artista lo spazio, lasciare che con la sua sensibilità lo abiti, disponendo la sua opera con la delicata attenzione e la personalità inequivocabile con cui solitamente vive la propria casa e il proprio studio. Per aprirli a chi vorrà e saprà accedervi, abitandoli un’altra volta, in altri modi.

La ricerca di Renna, interdisciplinare, poetica, di una raffinata e a tratti struggente eleganza, indaga le potenzialità del gesto e del materiale, in un fare e disfare di meticolosa levità che da un medium all’altro scorre e si sofferma, senza mai cadere nel vizio della forma. A tratti dura, misteriosa, oscura, la sua iconografia spazia dal fogliame metallico che diventa Shade #1, dove la memoria fotografica della natura si rintana in uno spazio disincantato; vi fanno eco due opere – Queen Alexandra e

Delphinium dubium - che, se nel risultato visuale sono fotografie, in sé contengono un processo scultoreo e di composizione del materiale povero con quello vegetale che ricorda antichi giochi di carta, fatti da una passione infantile che fa e disfa con tenace sorpresa. Un che di misterioso, eppure accogliente, si ripercuote in tutto il percorso, che spesso si traduce per Laura in una rigogliosa efflorescenza di immagini cercate, intrecciate, cucite, finemente addossate le une alle altre, in una

rêverie di esperienze: così è nel Trifolium di lana d’acciaio inossidabile che fa eco a una natura poverista, alchemica, dura e incantata dove l’uomo rimane impigliato, in una metamorfosi di grazia e dolore, stupore e destino. Così è nei volti anonimi che Laura incornicia con la benevolenza di una donna d’altri tempi. In questo amore, che è manuale ricovero e fertile rinascita delle cose, il dialogo con Verónica Vázquez è stringente, e sorprendente.

Text by Ilaria Bignotti

The project’s title, Between us, does not just describe Laura Renna’s creative process, but above all expresses what a Project Room means: entrusting the space to an artist, letting her dwell in it with her sensibility, arranging her work with the delicate care and unmistakable personality with which she lives in her own home and her own studio. Opening it to whoever will wish and know how to venture in it, inhabiting it in another time, in other ways.

Renna’s interdisciplinary and poetic research, endowed with a refined and at times excruciating elegance, explores the potentials of gesture and material: a delicately weightless doing and undoing that flows and lingers from one medium to another without ever yielding to an excess of form. At times steely, mysterious, obscure, her iconography ranges from the metallic foliage that becomes Shade #1, where the photographic memory of Nature lurks in a disenchanted space; it is echoed by two works, Queen Alexandra and Delphinium dubium. If visually they are photographs, they

comprise a process of sculpture and composition of the poor material with this vegetal one that recalls old card games, made with a childish passion that does and undoes with a brazen wonder.

Something mysterious and yet welcoming reverberates throughout the process that for Laura is often expressed in an overflowing efflorescence of images – sought, sewn, finally heaped one upon another in a fantasy of experiences. This is so in the stainless steel wool Trifolium that echoes an Arte Povera nature, alchemical, adamantine, and bewitching in which Man remains entangled, in a metamorphosis of grace and grief, amazement and fate. This is so in the anonymous faces that Laura frames with the benevolence of a woman of olden times. In this love that is both a manual recovery and a fertile rebirth of things, the dialogue with Verónica Vázquez is compelling and

astonishing.