24.02 - 25.03.2018

a cura di/curated by Ilaria Bignotti.

Un progetto espositivo nel contesto di

"Meccaniche della Meraviglia 12. In the City"

A cura di /curated by Albano Morandi

Palazzo Averoldi, Brescia 

Phantasmata significa immaginazione, un vero e proprio elemento costitutivo del lavoro di Renna, un’immaginazione che riattiva esperienze passate tramite narrazione e manualità. Per l’ultima edizione di Meccaniche della Meraviglia l’artista propone una selezione di lavori realizzati negli ultimi dieci anni, presenze inattese negli spazi di Palazzo Averoldi: una sorta di mini-antologica, dai lavori con gli intrecci di lana da materasso, ai collages di immagini cucite e manipolate, alle sculture polimateriche. Una rassegna scelta appositamente e mirata a valorizzare e ad essere valorizzata dal luogo in cui è esposta, in linea con la finalità della manifestazione stessa: guardare le cose nella loro essenza più profonda, dando la medesima importanza al luogo e all’opera, e così coinvolgendo completamente lo spettatore. 

 

Photos by Alberto Petrò

Courtesy Meccaniche della Meraviglia

 
 

LAURA RENNA. PHANTASMATA

Testo critico di Ilaria Bignotti

Laura Renna è arrivata a palazzo Averoldi a Brescia con la sua valigia di preziose cose: intrecci e ricami, litanie di fotografie cucite una sull’altra a creare piccoli altari privati, ritratti tirati fuori dai cassetti della nonna, ed elaborati con amorevole cura. 

Ha aperto la valigia e si è accomodata nel palazzo: qui un tappeto di lane d’acciaio intrecciate a mano, lì la processione di volti per non sentirsi mai soli, nell’altra sala un orlo di paesaggio, per immaginare la natura quando fuori piove e non si può uscire. 

L’artista, classe 1971, è conosciuta per la sua sensibilità nelle operazioni installative e site-specific: nel 2007, alla Galleria Civica di Modena, aveva trasformato la pavimentazione in una Moquette di erba vera, lavorando sulla relazione tra naturale e artificiale e facendo “toccare coi piedi” al pubblico la meraviglia di un tappeto erboso in uno spazio espositivo pubblico; in una mostra a più voci, Organic-Inorganic curata da Andrea Lerda e tenutasi a Neon>Campobase a Bologna nel 2010, aveva lasciato che la lenta sedimentazione e formazione della muffa sul muro, abilmente “pilotata” in una trama geometrica irregolare, creasse un Paesaggio immaginifico, una mappa di una geografia sconosciuta, da seguire con gli occhi e nominare con la fantasia. 

 

Vincitrice nel 2008 della seconda edizione del Premio Fondazione Arnaldo Pomodoro, concorso internazionale per giovani scultori, aveva creato un ambiente a quattro colori, Y for YOUNG, formato da semplicissimi elementi di plastica uno agganciato all’altro: quelli che si usavano per creare le “tendine” all’ingresso delle drogherie – per chi se le ricorda. Le tendine di un tempo diventano un ambiente cromatico, vivibile, attraversabile: environment che evoca memorie e rimanda al gioco e all’esperienza condivisa. 

Più recentemente, per Marignana Arte, Renna risponde all’invito curatoriale mio e di Federica Patti per la mostra E-merging Nature (febbraio-maggio 2018) creando un’altra soglia attraversabile: questa volta, stampando su seta l’iconografia di un volto formato da rocce e vette. 

Immagini, ancora, in movimento, ombre diafane di un ricordo che si rinnova nell’esperienza vivibile dell’opera. 

Tattilità, processualità, evocazione intesa come ri-elaborazione del passato nelle maglie della materia presente: sono, questi, alcuni elementi ricorrenti del lavoro di Renna, che spesso si declina in accrochages poetici e poietici, tra narrazione e manualità. 

 

Oggi, per Meccaniche della Meraviglia, Laura Renna propone una selezione di lavori realizzati negli ultimi dieci anni: il pubblico è accolto da Ovale, un raffinato lavoro di lana d’acciaio intrecciata, che l’artista pazientemente fila e tesse, incrociando antiche tradizioni e materiali industriali. 

Adagiato sulla pavimentazione del Palazzo, Ovale di Renna chiede al nostro passo di percorrerlo tutto attorno, perimetrandone il disegno raffinato e spingendoci poi oltre, nella seconda sala. 

Qui, si specchiano e raddoppiano le foglie di Grove, installazione realizzata nel 2016, ed esposta prima alla Galleria Adiacenze di Bologna, poi nella collettiva The Hidden Dimension da Marignana Arte a Venezia, a cura mia e di Clarissa Tempestini. 

Grove è un boschetto di vegetazioni rilucenti, fatte con trinciati di legno di recupero e lame di ottone e rame, quinte rigogliose che hanno depredato le ombre di sculture. 

 

Phantasmata. Tutta l’opera di Laura Renna lavora di fantasia, parte dalla natura esistente per creare simulacri immaginifici: così nella sala successiva i Ritratti sono allusioni di volti e paesaggi incorniciati, che diventano A memoria d’uomo – giocando ancora sul materiale metallico intrecciato e sull’icona tra persistenza e obsolescenza. 

Phantasmata di luoghi ricuciti, frammenti di una immaginazione che riattiva esperienze passate. Nelle due sale successive, una Vetta lievemente si appoggia su esili puntelli di legno, risultato di un rammendo elegantissimo di fotografie di paesaggi; Orlo stende al nostro sguardo filari di luoghi d’affezione; Helycrisium ruota dalla natura all’arte, e viceversa: metafora, anche, del tempo privato e intimo, eterno e incommensurabile che ruota attorno alle opere, scorre nelle sale di un antico palazzo, mentre addosso a noi piovono memoria e desiderio, scoperta e dimenticanza. 

Noi stessi phantasmata, con i nostri segreti che galleggiano qui, altrove, ovunque.